martedì 07 settembre 2010
Denunciate anche Me PDF Stampa E-mail
Scritto da Simone   
giovedì 03 dicembre 2009
Denunciate anche me. E’ stata questa la mia reazione immediata ed istintiva alla notizia dell’avviso di garanzia nei confronti del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, per presunta inadempienza delle norme sul contenimento dell’inquinamento atmosferico. Notizia che mi ha stupito e lasciato incredulo, perché davvero non credo che qualcuno possa sinceramente pensare che un problema strutturale, complesso e di vasta scala come quello dell’elevato tasso di inquinamento atmosferico di cui soffre una delle aree più industrializzate, infrastrutturate e dagli stili di vita più “energivori” d’Europa possa essere affrontato con gli avvisi di garanzia. Va da sé che con questo presidente e con lo schieramento di forze politiche che compongono la maggioranza che lo sostiene al Pirellone non ho nulla da condividere ed ho invece molto che mi divide da loro, ma per onestà intellettuale e conoscenza del tema sostengo che la tesi di una responsabilità diretta del presidente della Regione (così come di un sindaco o di un presidente di Provincia) per la pessima qualità dell’aria che respiriamo farebbe sorridere, se non fosse che stiamo parlando di un problema serio, e vorrei che le istituzioni così lo affrontassero. E penso: il governo non ha responsabilità? E i ministri che si sono succeduti al dicastero dell’ambiente? E  i parlamentari? Nulla è più distante da me del purtroppo famoso detto:  tutti colpevoli, nessuno è colpevole. L’inquinamento atmosferico è un  problema strutturale del nostro territorio, ma non esclusivo di Lodi e del Lodigiano, anzi esteso ad un’area di caratteristiche omogenee che comprende non solo la Lombardia, ma anche le altre regioni del nord, che per morfologia, clima e condizioni meteorologiche sono soggette a un consolidato fenomeno di stagnazione dell’aria, che impedisce la dispersione delle sostanze inquinanti e ne favorisce anzi la concentrazione.Personalmente, ritengo  che la Regione  Lombardia  potesse fare di più e in modo migliore per affrontare il problema, soprattutto intervenendo sul sistema dei trasporti (si pensi solo al tema del servizio ferroviario..) e sulla pianificazione urbanistica.Ma questa è una discussione politica, non giudiziaria. Confondere i piani non è solo scorretto: è controproducente e allontana dalle risposte e dalle soluzioni ai problemi reali.Più ancora che solidarietà a Formigoni (che non saprebbe che farsene) desidero allora esprimere delusione per l’approccio riduttivo e semplicistico che emerge da questa vicenda nei confronti di un problema grave e per molti versi anche drammatico, che non può certo essere affrontato (né tantomeno risolto) per via giudiziaria. Il mix di ingredienti che può creare una efficace ricetta contro l’aumento delle emissioni in atmosfera di sostanze nocive non è ignoto: comprende il risparmio energetico, la diffusione delle fonti alternative riinnovabili, le innovazioni delle tecnologie edilizie che possono consentire un miglioramento dei rendimenti energetici delle costruzioni, il potenziamento quantitativo e qualitativo dell’offerta di trasporto pubblico tanto da renderla un’alternativa reale ai mezzi privati, l’evoluzione dell’industria automobilistica verso modelli di alimentazione dei motori sempre più affrancati dalla tirannia degli idrocarburi, la riconversione dei processi produttivi e (ovviamente) anche la disponibilità di tutti noi a modificare alcune consuetudini della quotidianità (la temperatura troppo alta in inverno e troppo bassa in estate negli ambienti domestici, l’eccessivo ricorso ai mezzi a motore per spostamenti anche brevi, l’uso smodato di elettrodomestici), senza che ciò debba coincidere per forza con un tetro pauperismo, perché tutti (giustamente) apprezziamo le comodità. Ma se è vero che questa è una partita che si gioca anche tra le pareti di casa, non la si può vincere solo a domicilio, ma con misure strutturali, che incidano in profondità: e non si può davvero pensare che ciò che i Paesi della terra stentano in questi giorni a decidere a Copenhagen (dopo aver tenuto fede solo in minima parte agli impegni presi in precedenza a Kyoto e Rio) dovesse essere fatto da un presidente di Regione. O da un inadeguato assessore comunale, che ritiene di doverne condividere (fatte le dovute proporzioni) le stesse responsabilità. Simone UggettiAssessore all’ambiente del Comune di Lodi
Commenti o Domande
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Giovanni IP:93.36.204.80 | 2009-12-04 14:21:30
Condivido Simone, questa posizione ti fa onore. Troppo spesso assistiamo ad assurde strumentalizzazioni per combattere l'avversario politico. L'ultima è di chi prende come oro colato il pentimento di un mafioso, macchiato di orrendi delitti, per attaccare Berlusconi. Tuttavia, non basta l'onestà nei confronti dell'avversario, ma ci vuole rigore anche nei confronti dei propri alleati: non si può tacere, per convenienza, sul fallimento dei "nostri" amministratori perchè sostengono Bersani!
Simone IP:82.186.45.85 | 2009-12-04 14:54:57
Certo, ci mancherebbe altro, se ti riferisci a Bassolino and C sono pienemente concorde, il loro tempo si è esaurito con insuccessi clamorosi
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