martedì 07 settembre 2010
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Lodi città (anche) del Sole!
Scritto da Simone   
giovedì 26 novembre 2009

Da la tibuna di Lodi novembre 2009

L'assessore all’Ambiente del Comune di Lodi, Simone Uggetti, ha previsto con un regolamento edilizio che nelle case lodigiane di nuova costruzione l’acqua calda e l’energia elettrica saranno prodotte grazie anche all’energia solare. Inoltre su diversi immobili pubblici sono stati messi i famosi pannelli: la piscina comunale Faustina, il palazzetto dello sport, la scuola media Don Milani e tra poco diverse altre.   L'Assessore Uggetti, per approfondire meglio l'iniziativa, ha risposto alle nostre domande.    

 1)  Assessore Uggetti, quali saranno, secondo Lei, i vantaggi per la città di Lodi con l'introduzione dei nuovi progetti comunali relativi al solare termico?  il solare termico, cioè i pannelli solari per la produzione di  acqua calda al posto del gas, rappresentano una tecnologia matura e molto collaudata. In paesi molto meno caldi del nostro, come Germania Austria e Danimarca, si sono rivelati molto efficienti. In Italia  possono sono dare frutti ulteriormente positivi sia al nostro ambiente (non bruciamo gas) sia ai nostri conti.    

2) Secondo Lei, in città, com'è vissuta questa crescita della sostenibilità energetica? C'è la consapevolezza di avere un primato nel settore? Oppure permane una sostanziale indifferenza?   Vedo un interesse crescente da parte di tutti: le  altre istituzioni, cittadini, studenti, artigiani, professionisti, certo non c'è una consapevolezza totale ma scusate il gioco di parole il clima aiuta. E' evidente che da  quando Al Gore ha vinto il nobel per la sua battaglia decennale contro il riscaldamento globale, tutte le tecnologie anti Co2 sono maggiormente accolte nel mondo del business e nel settore  pubblico allargato.   

3) A distanza di qualche anno, com'è cambiata e come cambierà l'urbanistica cittadina con il nuovo regolamento edilizio che obbliga, sostanzialmente, alla costruzione di edifici eco-sostenibili?   Cambieranno molto i tetti con l’installazione dei panelli, inoltre ci saranno vasche di raccolta anche per l'acqua piovana per utilizzarla per gli usi esterni(giardino o anche scarico wc), caldaie centralizzate con contabilizzatori separati per decidere che livello di caldo avere e anche quanto spendere. Sono inoltre previste  pareti più isolate per trattenere meglio il calore.    

  4) Recentemente, le associazioni di rappresentanza delle imprese edili hanno avuto da ridire su tale regolamento, in quanto, secondo loro, è penalizzante per il settore in un momento di crisi come questo? Non pensa che al "bastone" si debba in qualche modo accompagnare la "carota", sottoforma di incentivi, iniziative di formazione e sensibilizzazione?   Francamente non ne sono al corrente, quello che di sicuro so è che per combattere la crisi servono strade nuove e non sistemi obsoleti, più inquinanti e più costosi nella gestione.  L'innovazione non è una parola da usare a seconda dell'interlocutore....  La Green Economy di sicuro non l'ho inventata io, sugli incentivi il discorso è articolato ma ne ricordo almeno due importanti già presenti : il conto energia per il fotovoltaico e l'ampliamento volumetrico per gli edifici energeticamente efficienti. Il che non mi pare poco... 

A cura di Bernadette Zerella

 
Non è nuova, forse non serve sempre e solo il nuovo....
Scritto da Simone   
martedì 03 novembre 2009
Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia hawaiana.
Le tue vacanze sono turche,
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare al tuo vicino
di essere straniero.
 
Il governo Berlusconi contro di nuovo contro l'efficienza energetica!
Scritto da Simone   
lunedì 28 settembre 2009
Ci risiamo. Con un incredibile tempismo al contrario, mentre Onu, Usa  e tutto il mondo rinnovano con accresciuto vigore l’impegno ad affrontare concretamente la questione dei cambiamenti climatici, il Governo italiano prova nuovamente a cancellare il bonus fiscale sugli interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici.

Una “impresa” già tentata un anno fa, fortunatamente all’epoca resa vana dalle proteste che costrinsero il Governo a fare marcia indietro, facendo prevalere il buon senso.

Ma adesso, appunto, ci risiamo, e si torna ad ipotizzare l’eliminazione del bonus fiscale del 55 per cento a beneficio delle famiglie e delle imprese che installano impianti per la produzione di energia termica sfruttando il sole e per aumentare l’efficienza energetica e quindi il risparmio di energia consumata, con sostanziosi vantaggi per l'ambiente e per le stesse tasche dei contribuenti. Eliminare questa agevolazione, che ha consentito la riduzione dei costi delle bollette e delle emissioni di Co2, significa colpire in modo diretto e pesante uno dei settori più innovativi della nostra economia, facendo compiere al Paese un clamoroso passo indietro, che ci renderà ancora più deboli ed esposti di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici. Tutto questo è francamente inaccettabile.Quali mai potranno essere le motivazioni che giustificano la cancellazione di agevolazioni a favore di chi investe per installare caldaie ad alto rendimento, impianti solari termici, infissi e rivestimenti che garantiscono un miglior isolamento termico, pompe di calore di ultima generazione, caldaie a biomassa e ogni altra soluzione tecnica d’avanguardia che consenta di consumare meno gas e combustibili derivati dal petrolio per riscaldare una casa o uno stabilimento? Che senso ha una decisione di questo genere, soprattutto in un momento in cui l’edilizia, colpita da una forte crisi, potrebbe far leva proprio sulle ristrutturazioni eco compatibili per arginare la recessione ed avviare la ripresa?C’è una logica condivisibile nel privilegiare le grandi compagnie petrolifere e i colossi internazionali del gas a scapito degli artigiani locali?E poi, non è già abbastanza vistoso il ritardo accumulato dal nostro Paese nell’attuazione degli accordi del protocollo di Kyoto e non sono già sufficientemente “salate” le multe da pagare alle Unione Europea per la nostra incapacità di rispettare gli impegni assunti?Insomma, un capolavoro.Simone Uggetti
 
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