martedì 07 settembre 2010
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Il solito lucido contributo
Scritto da Simone   
mercoledì 22 aprile 2009
  Sinistra, parola nostra
Cercando, in un intervento su Europa, la parola che ci definisca, Francesco Rutelli scrive:
noi siamo i democratici e tanto basti. Sarei del tutto d’accordo se ancora molti non ci
chiedessero: e cioè? Si dovrà intanto riconoscere che la parola “democratico”
negli Stati Uniti dice qualcosa di preciso mentre nella vecchia Europa pretende qualche
 specificazione. Ma non faccio comunque questioni lessicali. Se fosse già chiaro l’oggetto,
il nome basterebbe. Ma l’oggetto è in via di definizione e da un anno ormai ogni gesto e
 ogni parola (o l’assenza di un gesto o di una parola) suscitano comprensibilmente
interrogativi identitari.
Tutte le rilevazioni che ci riguardano e la nostra stessa esperienza quotidiana ci dicono
che dobbiamo molto lavorare sul profilo univoco del partito. In molti hanno teorizzato un
partito non identitario. Confesso di non avere mai capito che cosa volesse dire; ho letto
 anzi in questo il rischio di un disarmo di fronte alla forza ideologica del messaggio
berlusconiano.
Il rischio cioè di contrapporgli semplicemente buona retorica, comunicazione e tanto
eclettismo. Noi non possiamo, convengo con Rutelli, cercare l’identità nella toponomastica.
Centrosinistra è il campo; se pretendiamo che quella parola definisca la nostra soggettività
 politica ci ritroveremo (trattino o no) a praticare non il pluralismo di idee ma la divisione
 dei compiti.
Il rimescolo (cioè l’identità) è un’altra cosa. Qui c’è davvero, secondo me, il campanello d’allarme.
In questo delicatissimo passaggio di natura identitaria, espungere dal nostro linguaggio politico
rilevante parole come sinistra, come popolare, come cattolico democratico, non vuol dire fare una
 operazione lessicale. Vuol dire mettere in forse dei significati.
Sto parlando, rispettivamente, della battaglia per la giustizia sociale; del largo e profondo
radicamento non classista e non elitario del partito; della distinzione fra forti convincimenti religiosi
o morali e autonoma responsabilità della politica. Poco male se questi significati fossero emersi
nitidamente da fatti politici. A giudizio di molti questo non è avvenuto anche se si è spesso cercato
 di banalizzare la difficoltà con la categoria del litigio. Abbiamo dunque del lavoro da fare, tutti assieme, mentre, tutti assieme, combattiamo tenendo alto il progetto.
Due parole infine sulla parola “sinistra”. È una parola che non puoi lasciare incustodita perché esprime
un significato che esiste in natura: l’idea dell’uguale libertà e dignità di tutti gli uomini. Sul piano storico
 quel significato politico si è materializzato in buona parte delle conquiste sociali, di civilizzazione ed emancipazione di persone e territori (siamo d’accordo su questo?). È stata una parola mai pronunciata
 in esclusiva.
Se ne sono avvalse culture comuniste, socialiste, democratico-cristiane, liberali. Fin qui so di espormi
alla pigra accusa di novecentismo da parte di quei nuovisti estremi che non si sono ancora accorti di
vendere un prodotto ormai scaduto. Parliamo di futuro, invece; parliamo dei nuovi significati e delle
moderne questioni imposte dall’apertura di una nuova fase globale, a cominciare da un fatto ormai
evidente: la riduzione delle disuguaglianze e non già il loro aumento è condizione razionale della
crescita. Se parleremo finalmente del futuro con un rispetto sincero delle diverse opinioni, ho fiducia
 che dalla discussione potrà emergere l’identità univoca del Partito democratico come grande e
moderno partito popolare, come partito di una sinistra democratica e liberale, come partito non
autosufficiente ma capace di crescere interpretando, organizzando ed estendendo il campo
del centrosinistra.
Pier Luigi Bersani
                                                                        
 
Servire il popolo...una missione
Scritto da Simone   
martedì 14 aprile 2009

Cari concittadini,

ho deciso di scendere in campo e di candidarmi a sindaco del nostro paese. Porto con me e con piacere la mia esperienza istituzionale e la passione ideale al servizio della comunità in cui vivo. Da oggi, insieme a tutti voi costruiremo un nuovo progetto per far crescere e migliorare Maleo. Mi impegno ad essere garante e ispiratore di una lista aperta, disponibile ai contributi programmatici dei cittadini indipendentemente dalle provenienze politiche.

Vorrei ragionare con le idee e con le persone guardando al futuro del nostro paese e di tutti noi, senza lasciarci limitare dai preconcetti e dagli steccati ideologici. Siamo impegnati a definire una squadra di uomini e donne al servizio del nostro comune senza nessuna egemonia,ma con i giusti protagonismi, creando le condizioni affinché tanti possano trovare casa nella Lista per Maleo valorizzando le proprie specificità e fornendo valore aggiunto al lavoro collettivo.

Chiedo prima di tutto a tutti voi di mettersi a disposizione per vivere questa sfida. Lo chiedo ai giovani che sanno guardare alle innovazioni, ai genitori ed ai nonni che hanno la preziosa forza dell’esperienza, ai pensionati ed ai lavoratori dipendenti che stanno resistendo a questa crisi eccezionale facendo bastare le sole risorse del loro lavoro ed alle donne per la loro peculiarità.

Lo chiedo agli imprenditori, che ricercano nuove forze per far andare avanti le loro imprese, agli agricoltori, che mantengono paesaggio e produzioni alimentari di qualità, agli artigiani e commercianti, che legano al tessuto urbano arti e professioni. Lo chiedo al prezioso mondo del volontariato che aiuta tutti a vivere meglio, alle tante culture dell’ambiente, della pace, della fede e della laicità. Ho iniziato a Maleo, oltre 20 anni or sono per approdare ad importanti esperienze a livello regionale e nazionale, la mia Comunità mi ha sempre sostenuto e fatto pervenire il caldo conforto degli apprezzamenti come la mia famiglia; oggi in un momento difficile di crisi economica

e di prospettiva sento il dovere di ritornare, in prima persona, ad occuparmi del mio Paese, della mia Comunità, riscoprendo la vera essenza della politica fatta alla base in mezzo alla gente sui problemi

concreti e quotidiani. Più che mai in questa condizione difficile serve una Comunità unita, orgogliosa e generosa come Maleo è! Per questi motivi sono da oggi al lavoro come candidato, confido nel vostro aiuto e sono certo che realizzeremo una campagna elettorale coinvolgente, sorridente, utile, nuova perché fatta con persone speciali per un paese che si merita il meglio.

Vi aspetto. Cordialmente.

Attilio Giuseppe Dadda

 

Da "Il Cittadino" di qualche giorno fa,  il tono è dimesso, la proposta è quella di cittadino che da Cincinnato novello si preuccupa del suo nuovo orticello...

per fortuna non risiedendo a Maleo non ho l'imbarazzo del voto! 

 
Coca .... federalista!
Scritto da Simone   
lunedì 13 aprile 2009
http://www.rsi.ch/home/channels/informazione/ticinoegrigioni/2009/04/07/cocaina-agno.html
 
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